lunedì, settembre 04, 2006

Chi è veramente aberrante?

D'Alema oggi è intervenuto nel dibattito sulle pensioni dichiarando che 'pur essendo legittimo andare in pensione a 57 anni', secondo lui è una cosa 'aberrante'.

'Caro'
D'Alema, immagino che sarai arrivato a questa conclusione dopo aver letto su qualche giornale che in Italia un uomo campa, più o meno, 75-80 anni e quindi il tuo fantastico cervello ha fatto subito due conti:
80 -
57 =
-----
23

Cazzo! Ventitrè anni! Sti italioti vogliono vivere 23 anni senza fare un cazzo.
Manco fosse la loro vita!
Si si si.....oggi lo dico a tutti: è aberrante, ohibò! ....anzi...come diceva quel tizio?! umh...
''Ma Cribbio!'' ecco come diceva quel padrone!

Vedi caro uomo di quella che si chiama sinistra-europea -democratica-riformista-moderata-bla bla bla.... io invece penso cose diverse.

Penso a te e ai tuoi colleghi/dipendenti dello Stato che dopo due anni e mezzo che posate il vostro culo su una sedia del parlamento potete, nel caso il parlamento stesso venga mandato a casa dal Capo dello Stato, prendere una pensione da parlamentare. Per tutta la vita. Anche se si ha 24 anni....e non intendo di contributi!

Penso a te che ti prendi i soldi come Europarlamentare e come Ministro (e forse anche come parlamentare..ma non sono sicuro).

Penso a tutti i benefit che hai. Non solo tu...anche i tuoi colleghi.

Penso che oggi alla 'Buvette' della camera hanno alzato i prezzi. Un caffé si paga BEN 80 CENTESIMI !!
Cazzo...e non ti ribelli?! è un ladrocinio.
Addirittura adesso pretendono che facciate lo scontrino prima di essere serviti....perché a quanto pare molti facevano i mariuoli da strapazzo e non pagavano manco il caffé.
Poveretti.

Penso che tu e le generazioni che ci hanno preceduto(compresa quella dei miei genitori) ci avete fottuto tutto e che ormai noi, e insieme a noi a qualche generazione a venire, ce lo siamo presi in culo.Ma per bene eh...mica cosuccia!

Penso che ho fatto un gran bene a non darti ancora una volta il mio voto.

Penso che smetterò di lavorare quando lo decido io, non quando lo decidi tu, caro D'Alema.
Eh si.Fattene una ragione.
D'altronde quella pensione formidabile che m'aspetta (più o meno 500€ è quella dell'artigiano) non mi servirà. Già ora ad un cristiano 500 euro non servono a campare bene.Figuriamoci tra 40 anni.
Sono altre le cose che mi serviranno quando mi sarò rotto le balle di sudare due, tre magliette al giorno, caro il nostro ministro baffuto.
Prenderò quello che mi serve veramente, penserò per un nanosecondo a te (scomparso definitivamente da qualche decennio), mi farò una grassa risata e me ne starò con le chiappe al sole.

E' la mia vita caro il mio dalemuccio incravattato del cazzo. E decido io quando smettere.
Fanculizzati tu e i tuoi soci di bottega.

Sinceramente non tuo.
(indovina chi lo diceva?)



-Sioux-

Gli indifferenti

Stamattina, su un pullman quasi vuoto, leggevo - e non si è rivelato un semplice caso - Gli indifferenti di Moravia, quando ad una curva un po' brusca il ragazzo collassato sul sedile davanti al mio cade come corpo morto cade battendo la testa contro la fila di sedili vuoti al di là dello stretto corridoio e comincia a schizzare sangue ovunque, un fiotto continuo che sporca il pavimento, le sue mani, i suoi vestiti, che gli impasta i capelli neri. L'autista accosta, si ferma, gli dice di non alzarsi, di restare sdraiato e calmo che chiama subito l'ambulanza.
Io non so cosa fare, mi sento imbambolata, a intervalli regolari chiedo al ragazzo disteso se si sente svenire, se sente dolore, ma lui scuote sempre la testa. Gli porgo un fazzoletto per tamponarsi un po' la ferita sulla tempia, mi sbiascica a fatica un "grazie" ed io mi sento semplicemente così inutile ed incapace. Mi agito vedendo il traffico ingrossarsi e l'ambulanza tardare.
Ci sono altri due passeggeri con me, una ragazza ed un ragazzo, ci scambiamo qualche parola di perplessità, guardiamo in tutte le direzioni da cui potrebbe arrivare l'ambulanza, guardiamo il sangue, le mani del ragazzo, la sua quasi assenza. La ragazza posa su di lui uno sguardo giudicante e impaziente all'orologio "sto facendo tardi al lavoro". Dopo alcuni minuti d'indecisione la vedo muoversi verso il fondo dell'autobus, raccogliere le sue cose, scendere e parlare all'autista: gli chiede di fermargli il primo pullman che passa e poi la guardo salire. Il ragazzo, l'altro passeggero, che annusava l'aria e la situazione, non si era quasi mosso, ma appena vede l'altro pullman accostare, senza dire niente scende al volo e corre dietro alla ragazza. Li vedo scomparire insieme. Sono esterefatta.
Finalmente arriva l'ambulanza, con l'autista spiego ai volontari la dinamica della caduta e dico che non lo abbiamo nè toccato nè spostato. Su invito della volontaria scendo dal pullman, ero rimasta lì, con le mani in mano, a guardare i primi soccorsi, a guardare il ragazzo sbattere gli occhi, a guardare i movimenti lenti delle sue mani tremanti.
Mi avvicino all'autista, mi ringrazia per essere rimasta almeno io, mi dice che dovrà fare rapporto, mi chiede se posso lasciargli i dati personali, forse verrò contattata per rilasciare una testimonianza, glieli do subito, "mi sembra il minimo che possa fare, non è un problema e nemmeno una scocciatura". Mi ringrazia ancora, nell'arco di cinque minuti mi ringrazia più e più volte, "niente, di niente, è il minimo, si figuri", mi dice che appena passa un altro pullman lo ferma per farmi salire e continuare la corsa.
"In questa società dove tutti vogliono sempre vedere il sangue che cola, dire agli amici 'io c'ero, ho visto tutto', sparare sentenze ed opinioni 'secondo me quello era strafatto e stava già male prima, altrimenti non sarebbe caduto a quel modo', poi, quando è il momento di essere presenti davvero, se la svignano, si dileguano".

giovedì, agosto 31, 2006

Ipocrisie statali

Che sia la lega calcio a decidere o i giudici di qualche minchiata di falso tribunale sportivo, la cosa mi appare ipocrita e imbarazzante. La Juventus, come tante altre squadre ha combinato tante di quelle porcherie da falsare interi campionati. Ora se la Juventus vuole ricorrere al tar, la lega calcio la ricatta dicendole che le aumenta i punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie B. Se non ricorre al tar è molto probabile che alla squadra venga ridotta la penalizzazione. Pazzesco. Lo stato sembra non poter metterci naso Ma nello scandalo Parmalat e Cirio mi pare che intervenne la giustizia ordinaria, non certo l'Associazione Nazionale Produttori Latte. Ci furono dei processi, alcuni finirono giustamente in galera. Salvo poi finire in un nulla di fatto. Certo che nel caso Parmalat furono travolti soprattutto i piccoli investitori, ma allo stesso modo nel calcio Italiano se mettessimo insieme i soldi che la gente spende per gli abbonamenti alle partite, gli abbonamenti a Sky e quelli giocati per le schedine e le scommesse, viene fuori una bella cifra. Non tanto inferiore di quella degli investitori Parmalat. Tutti soldi fottuti ai piccoli risparmiatori. Quelli che alla fine del mese ci arrivano a stento.
Lasciando il calcio e affrontando piuttosto altri temi, cerco il motivo per cui il governo non intervenga in tutte quelle situazioni così emblematiche. La risposta credo di trovarla nell'incoerenza e nell'ipocrisia delle scelte di governo. Penso per esempio alle contraddizioni dello stato Italiano che nella costituzione all'articolo 32 cita che:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Salvo poi vendere le sigarette a chiunque (compresi i minorenni) parandosi il culo con la scritta "il fumo uccide". E ancora combatte il traffico e l'uso degli stupefacenti e nel frattempo distribuisce il metadone e il subutex (definite droghe di stato) gratuitamente.
Peggio ancora lo stato Italiano invia le sue truppe nei paesi mediorientali per imporre la propria legge. Il proprio concetto di democrazia che è certamento e ovviamente diverso da quello dei paesi occupati. Interventi che risulteranno senza dubbio antidemocratici. Che poi l'articolo 11 della costituzione cita testualmente
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Si potrebbe certamente andare avanti all'infinito. Basti pensare per esempio a come viene gestita la lotta alla prostituzione, agli sbarchi clandestini degli extracomunitari, al traffico di organi. Alla mafia.
Dal calcio alla guerra, apparentemente mondi distanti, passando per i diritti dei cittadini l'ipocrisia e l'icapacità di gestione dello stato Italiano risulta devastante.

venerdì, agosto 25, 2006

Da una parte sola

Ho come l’impressione che il governo abbia alzato la voce un po’ troppo presto. Ed ora si ritrova solo, a sperare che qualcuno munito di idee un tantino più chiare, lo soccorra. Non è che inviare 3000 soldati sia stato uno slogan per rifarsi un nome politico? Perchè in realtà, questa gestione estera della “cosa guerra” è esattamente figlia del precedente governo. Oltre che azzardata, la decisione di autoproclamarsi leader della missione mi pare essere stata presa esclusivamente ad un livello gastrointestinale, senza calcolare nulla fin dall’inizio. Poi c’è sto “patto di ferro” con l’esercito israeliano che mi puzza. E mi irrita. Dal corriere leggo che:

“Israele ha ripetutamente detto che con l’arrivo delle forze internazionali le loro truppe si ritireranno. Su questo c’è un patto molto chiaro, un patto di ferro” continua Prodi confermando che giovedì pomeriggio vedrà nell’aeroporto militare di Grosseto il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni

Come a dire che gli israeliani appena arrivano i caschi blù, smettono di ammazzare la gente? Cosa significa questo patto stipulato? Si vuol forse far intendere che loro sono più corretti? Più onesti? Più amici? O più creditori?
Leggo poi che la forza di pace [?] è autorizzata a sparare un po’ a chiunque.

«Non abbiamo ricevuto alcuna particolare richiesta di cambiamento», ha detto durante una conferenza stampa a Gerusalemme, «e questo ci lascia supporre che potremo completarle a breve». Più in dettaglio, le nuove regole di ingaggio autorizzano l’autodifesa, ma anche «l’autodifesa preventiva» contro un’aggressione prevedibile. Ma in molti casi, se le forze Onu non sono sotto attacco, l’uso della forza deve essere autorizzato da un ufficiale alto in grado. I soldati possono sparare anche contro chiunque ostacoli i loro doveri di garantire la sicurezza; la libertà di movimento del personale Onu e di quello umanitario e per proteggere i civili da qualunque attacco imminente. È incluso l’uso di «forza letale» per difendere le forza armate libanesi messe sotto scorta Onu, ma solo se la minaccia è armata. L’uso della forza deve essere comunque commisurato al livello del pericolo, ma può essere maggiore se necessario a ridurre al minimo in numero delle vittime tra i civili o tra il personale Onu.

Forse mi sbaglio, ma non ho letto da nessuna parte che le forze ONU possono sparare agli israeliani, se si mettono a rompere il cazzo o a non rispettare il famoso patto di ferro stipulato. L’impressione è che in queste operazioni si continua a stare da una parte sola.

p.s.v per ganjarepublic

lunedì, agosto 07, 2006

Farmacisti e soldi


La mia ricerca sul valore morale dell'ordine dei farmacisti è iniziata una quindicina di giorni fa, ed aveva come scopo quello di verificare l'onestà, la moralità e la professionalità dell'ordine. Le loro battaglie mi sembravano "imbarazzanti" ma per farmi un'idea concreta mi sono travestito ed ho iniziato a girare queste botteghe. La provincia presa in esame era quella di Vicenza, e in 5 giorni ho testato ben 69 farmacie. La prova consisteva nel chiedere un farmaco senza essere in possesso della ricetta. E per rendere la cosa ancora più difficile, il farmaco lo avevo scelto tra quelli più potenti in commercio: Contramal, [tramadolo cloridrato, gruppo terapeutico degli Oppioidi]
Dopo 5 giorni e 69 farmacie girate, in ben 31 farmacie mi è stato dato il farmaco, con la promessa che nei giorni successivi avrei consegnato loro la ricetta. Questi sono dati allarmanti, che mettono paura e la dicono lunga sulla professionalità dei farmacisti, lobby che probabilmente ha ben altri scopi che non quello di tutelare l'immagine delle farmacie e la salute dei cittadini. Che poi non si vogliono nemmeno separare dai soldi percepiti dai prodotti farmaceutici da banco, vendita proposta ai supermercati alla presenza di un farmacista.
Altro dato della ricerca: Le nuove farmacie. I dati sono scarsi, ma in ben due realtà comunali con una presenza media di 14000 cittadini, vi sono solo 2 farmacie a paese. A sentire i sindaci dei rispettivi comuni sono le stesse farmacie ad impedire, con mille sotterfugi, la nascita di almeno una nuova farmacie per paese. Buona salute!!!

venerdì, agosto 04, 2006

Io pago la disinformazione


Sono previsti tagli rispetto ai finanziamenti per l'editoria. Oltre i tagli, che il governo metta a disposizione una bella cifra per contribuire alla crescita dell'editoria, mi sta anche bene. Anzi, in tempi di crisi economica, molti quotidiani sarebbero costretti a cessare l'attività, col rischio per noi cittadini di dover accontentarci delle solite "grasse" testate giornalistiche e delle loro "limitate notizie". Se lo stato non contribuisse economicamente, si rischierebbe una pesante disinformazione. Informazione castrata nella sua libertà e indipendenza.
A usufruire di questo contributo, sono per lo più gli organi di movimenti politici, quotidiani editi da cooperative di giornalisti, periodici di enti morali e quant'altro. Ora, finanziare un quotidiano politico mi sta bene, anche se la cosa la trovo triste. In un epoca contraddistinta da una dittatura mediatica devastante che coinvolge soprattutto la politica, questo tipo di stampa svolge un importantissimo ruolo di libera informazione. Che poi è sempre il lettore a decidere dove stanno le diverse verità di una singola notizia. Credo poi fermamente che i cittadini debbano conoscere la politica non solo tramite quei pochi e falsati passaggi al telegiornale della venti. Certo è triste constatare come, in italia, non vi sia una stampa alternativa in grado di autogestirsi.
Oltre ai quotidiani politici, a usufruire di questi finanziamenti editoriali ci sono anche i quotidiani nazionali. Ed è qui che un tantino mi girano i maroni. Pensare che tutti i quotidiani nazionali e non insieme alle loro lobby politiche [e quindi con le loro notizie falsate dalla posizione politica dell'editore] siano finzanziati coi soldi di noi cittadini a cui a sua volta è negata la verità, rende la cosa imbarazzante. Non capisco il motivo per cui io sono costretto a finanziare il quotidiano "Libero". Non capisco perchè sono costretto a finanziare la sua ipocrita arroganza. Cito Libero perchè mi sembra un esempio emblematico, ma potrei tranquillamente citare Republica o qualsiasi altro quotidiano nazionale.
Buona lettura!!!

martedì, agosto 01, 2006

Israele è il terrorismo


Osservando la situazione geopolitica del medio oriente, dico che il terrorismo è Israele. In Libano, uno dei più forti eserciti del mondo sta distruggendo tutto, uccidendo centinaia di civili tra cui moltissimi bambini. Si parla di bombe al fosforo e armi chimiche, il che non mi sorprenderebbe. L'america, indebitata fin sopra il collo con Israele gode davanti alla tivù, mentre in Europa nessuno, trova le parole per gridare al mondo "Israele terrorista".